La Toscana, misura del mondo

Non è un caso se abbiamo scelto per il nostro ultimo incontro proprio la Toscana. Perché, come scriveva il grande Malaparte con sopraffina eleganza, i toscani “(…) non pèrdono mai di vista la misura del mondo, e i rapporti, palesi e segreti, fra gli uomini e la natura”.

Per Riccardo, Dicosì deve impegnarsi di più nel migliorare l’informazione e fornire a tutti i livelli risposte coerenti agli associati. Questo potrà essere possibile con un maggior coinvolgimento di tutti gli attori in campo. Così, la fondazione dovrebbe intervenire anche a livello regionale sui temi della professione. Gli fa sponda Alessandro che auspica una maggiore incisività per far comprendere che Inarcassa è realmente vicina ai suoi iscritti. Al tempo stesso l’Ente dovrà adoperarsi per trovare una soluzione al grande tema dei dipendenti che svolgono la libera professione. Mentre, la fondazione dovrà rivedere il proprio impegno ed essere dunque ripensata. A questo proposito, Luca sottolinea che le forme di aggregazione vanno favorite e tutelate fiscalmente. I pendolari vanno incentivati con formule contrattuali a fattura e non finte collaborazioni. Molta pressione si potrebbe fare a livello ministeriale. E tra i molti impegni che abbiamo davanti bisognerà porre mano ai criteri d’iscrivibilità.

Per Gianluca, non c’è più adeguatezza professionale, stimoli, né riconoscimento della professione.  Il problema delle tariffe, insieme a quello della dignità del lavoro sono tutti temi che la fondazione dovrebbe ridisegnare proprio nel solco di rinnovare il suo ruolo e le sue attività. La Cassa dovrà invece adoperarsi per aumentare il tasso di capitalizzazione dei contributi, ad esempio con un maggior ritorno del 4% integrativo.

Roberta chiede che si diano più certezze all’associato. Non ci si sente sicuri del proprio percorso previdenziale perché quando si fa un progetto pensionistico a 40 anni e poi arriva lo Stato che cambia la previdenza e le sue regole sembra che ti cada il mondo. Questo comporta che, non solo dal punto di vista previdenziale ma anche per quanto riguarda quello del credito la struttura dovrà procedere caso per caso circa lo studio delle posizioni previdenziali. Per non parlare dei confratelli Consigli Nazionali degli Ordini da cui si sono sentite tante parole ma niente fatti. Almeno, anticipando i 600€ di bonus agli iscritti, Inarcassa ha, invece, dimostrato che c’è. Ma dovrà dare maggiore attenzione al nucleo familiare che nel tempo è profondamente cambiato. Sono stati fatti tanti passi avanti in questi anni e molto ancora si dovrà fare.

Luciano ha ascoltato tanti interventi propositivi e guarda con attenzione al sistema della Cassa. Se da un lato il delegato svolge sul campo ruoli non ufficiali, dall’altro sul delicato tema della rappresentatività, ridurre il numero dei delegati sarebbe letale. E questo proprio perché il territorio deve sviluppare maggiori opportunità d’incontri costruttivi. E’ cosa nota a tutti che l’80% degli iscritti non legge nulla. Quindi non resta che confrontarsi con loro. Ed in particolare i giovani che devono comprendere l’importanza del versamento volontario anche di soli 50€.

Lorella punta il dito su RBM. Carenza di comunicazione ed approccio con gli iscritti inadeguata. Un professionista che ha subito un infortunio vorrebbe percepire maggiore attenzione. L’iscritto è una persona fragile. Magari potrebbe servire alzare la quota assicurativa per ogni associato, ricevendo però un ritorno in termini di qualità. Per quanto riguarda poi la soluzione per risolvere i problemi dei professionisti con grandi debiti, ci ricorda, non può essere ordinaria, ma dovrà prevedere interventi specifici. E anche il delegato dovrà impegnarsi di più per fare da tramite attraverso l’Ordine con Inarcassa.

Bisogna avere più contatti con gli iscritti, sollecita Monica, neodelegata. I gruppi che nascono spontaneamente andrebbero coordinati e chiude con una proposta: la fondazione potrebbe fare da tramite per questo coordinamento. Idee chiare sono giunte dalla terra di Alighieri per portare avanti proposte e soluzioni che aiuteranno la Cassa a cambiare e a crescere. Per questo ci piace salutare questo ultimo incontro con le parole di Oriana Fallaci quando scriveva “se hai bisogno di lavarti dei dubbi, non c’è posto migliore della Toscana”. Grazie a voi e grazie a tutti i colleghi che hanno avuto la pazienza e la voglia di seguirci, di ascoltarci e di confrontarsi con Dicosì per il bene ed il futuro di Inarcassa.